Amartya Sen: l’economista che ha insegnato al mondo a misurare ciò che conta davvero

7 Aprile 2026

Nel 1998, quando il Comitato Nobel riconobbe Amartya Sen per i suoi contributi all’economia del benessere, si trattò del riconoscimento di qualcosa che aveva già silenziosamente rimodellato il modo in cui il mondo pensava alla povertà, alla libertà e alla dignità umana.

L’intervento più influente di Sen fu di una semplicità ingannevole: lo sviluppo non poteva essere misurato soltanto dal reddito. Il suo Approccio delle Capacità ha ridefinito il benessere come la reale libertà delle persone di vivere vite che hanno motivo di considerare degne di valore, un’idea che è diventata la spina dorsale intellettuale dell’Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite, spostando le politiche globali dal PIL verso qualcosa di più onesto.

Anche il suo lavoro precedente sulle carestie fu altrettanto decisivo. Poverty and Famines dimostrò che la fame raramente riguarda l’assenza di cibo; riguarda piuttosto chi ha il diritto di accedervi. Questo argomento cambiò l’architettura delle politiche internazionali sulla sicurezza alimentare.

Insignito del Bharat Ratna nel 1999, Sen ha inoltre influenzato le politiche interne indiane in materia di istruzione, sanità pubblica e governance democratica. Oggi, ormai ultranovantenne, i suoi scritti restano letture imprescindibili. Non solo per gli economisti, ma per chiunque si confronti seriamente con la domanda su come sia fatta una società giusta.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Don't Miss