Durga Puja: una festa di fuoco, tamburi e devozione (10 ottobre – 20 ottobre 2026)

15 Settembre 2026

Il Durga Puja arriva accompagnato da un senso di attesa: una celebrazione cerimoniale, vibrante e profondamente radicata nella devozione. Commemorando la vittoria della dea Durga sul demone Mahishasura, la festività rende omaggio all’eterno trionfo del bene sul male e alla forza del divino femminile.

Le celebrazioni iniziano con Mahalaya, un’invocazione propizia che segna simbolicamente l’arrivo della dea. Nelle tranquille ore del mattino, le recitazioni devozionali del Chandi Path risuonano nelle case e nei templi, creando un’atmosfera carica di reverenza e aspettativa.

Nei giorni successivi, le città — soprattutto Kolkata — subiscono una straordinaria trasformazione. In ogni quartiere sorgono pandal riccamente decorati, ciascuno concepito come un tempio temporaneo e, al tempo stesso, come una vera opera d’arte. Abili artigiani realizzano suggestive statue di Durga, spesso accompagnata da Lakshmi, Saraswati, Ganesha e Kartikeya. Alcuni pandal traggono ispirazione dalla mitologia e dalla tradizione, mentre altri esplorano temi contemporanei attraverso l’architettura, la scultura e il racconto visivo.

Visitare i diversi pandal diventa al tempo stesso un rito sociale e un viaggio culturale. Le strade rimangono animate fino a tarda notte, mentre famiglie, amici e visitatori si spostano da un’installazione all’altra, scoprendo a ogni tappa nuove interpretazioni della fede e della creatività.

L’intensità spirituale raggiunge il suo apice durante Saptami, Ashtami e Navami. I devoti si riuniscono per l’Anjali, offrendo fiori in preghiera, mentre il profumo dell’incenso e del dhuno pervade l’aria. Il ritmo inconfondibile del dhak — il tamburo tradizionale del Durga Puja — riecheggia per le strade, conferendo alla festa la sua potente energia. Rituale e celebrazione si fondono armoniosamente, dando vita a momenti profondamente personali e, allo stesso tempo, condivisi da intere comunità.

Con Vijayadashami, l’atmosfera passa dalla celebrazione al commiato. Tradizionalmente, le donne sposate partecipano al Sindoor Khela, applicando il vermiglio alla dea e le une alle altre prima che le statue vengano portate in processione per l’immersione. Il momento della partenza è carico di emozione, ma anche di speranza, accompagnato dalla convinzione che Durga tornerà nuovamente l’anno successivo.

Il cibo rappresenta una parte essenziale dell’esperienza. I banchetti comunitari servono fumante bhog, mentre dolci, specialità regionali, piatti a base di pesce e snack festivi diventano parte integrante delle celebrazioni. Il mangiare insieme, la devozione e il senso di comunità sono strettamente intrecciati, trasformando la festa in un’esperienza sensoriale oltre che spirituale.

In tutta l’India, il Durga Puja coincide con la fase conclusiva di Navaratri e Dussehra, collegando le tradizioni del Bengala a una più ampia stagione di celebrazioni. Mentre in alcune regioni si danza per tutta la notte al ritmo di Garba e Dandiya, in altre si commemora la vittoria di Lord Rama su Ravana: espressioni diverse degli stessi temi universali di rinnovamento, coraggio e trionfo del bene.

Il Durga Puja è allo stesso tempo preghiera, spettacolo, maestria artigianale e senso di comunità. Per un visitatore è molto più di una festa da osservare: è un’esperienza in cui immergersi, dove la devozione prende la forma dell’arte, i tamburi diventano il battito collettivo di un’intera comunità e persino il commiato finale porta con sé la promessa di un ritorno.

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